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March 14
nel mondo ci sono 3 mila milioni di donne che non hanno un corpo da supermodella, mentre solamente 8 milioni lo hanno.
Marilyn Monroe, la donna piú sensuale di tutti i tempi, aveva la taglia 44 spagnola (48 italiana, ndr.)
Se la Barbie fosse una donna reale le sue proporzioni la obbligherebbero a camminare carponi, perché le sue esili gambe non potrebbero sostenerla.
una donna media pesa circa 65 kg e ha una taglia tra la 42 e la 44 spagnole (italiane: 46/48)
una donna su quattro, di etá universitaria, soffre di disturbi alimentari.
le modelle che vediamo sulle riviste vengono ritoccate: i difetti magicamente spariscono!
Studi psicologici effettuati nel 1995, hanno rivelato che sfogliare una rivista di moda per tre minuti causava nella lettrice depressione, vergogna e senso di colpa nel 70% dei casi.
le modelle di 20 anni fa erano piú magre di circa un 8% rispetto alla donna comune; quelle di oggi pesano il 23% in meno.
La bellezza di una donna non é nei suoi abiti, nella sua figura o nella pettinatura. La bellezza di una donna brilla nei suoi occhi, perché questi sono la finestra che mostra la sua anima, luogo dove vive e brucia l'amore.
La bellezza di una donna non si trova nelle sue fattezze, ma nel riflesso che la sua anima ha sul corpo. E' il suo modo di esprimere l'amore e la passione che ha dentro a renderla bella nei gesti, nelle parole e a rendere armonica la figura. La bellezza di una donna cresce e si perfeziona solo col trascorrere degli anni. Una bellezza giovane e acerba é attraente perché ci mostra ció che potrá diventare, non per quello che esprime nel presente.
Chiara February 22 Non la si può considerare "l'uovo di Colombo". Non la si può considerare la soluzione veloce ad un problema nè uno "scarica barile" per medici in crisi di coscienza. Allo stesso modo è cieco e sbrigativo liquidare il cambiamento di una procedura comunque "consolidata" con la definizione di strage di massa. Negli Stati uniti, già a metà degli anni 80, i pro-life si mobilitarono contro la "French pill" (pillola francese). La Ru 486 è chiamata "the death pill" (la pillola della morte) o addirittura "the human pesticide" (il pesticida umano). Con questo metodo una donna sceglie di non diventare madre, esercita un diritto accordatole dalla legge da più di vent'anni. Cambia il metodo: al posto di un freddo divaricatore, al posto di un lettuccio di ferro, al posto di una cannula minacciosa, quella donna sceglie di "soffrire e di rischiare il meno possibile".
Non si può far finta di non sapere che tuttora l'aborto resta l'intervento chirurgico in anestesia generale più praticato nei nostri ospedali, più diffuso perfino dell'appendicite. Un intervento invasivo che, seppur praticato in condizioni ottimali, non può garantire la sicurezza totale rispetto a sterilità e infezioni. L'aborto esiste già, e nonostante non siano mai mancate polemiche al riguardo, proprio un'articolo della legge 194 (il n. 15) prescrive che si continuino a cercare le soluzioni migliori perché l'aborto sia il meno possibile traumatico e pericoloso. L'agomento è delicato e a volte le posizioni prese sono difficili da cambiare. Voi cosa ne pensate? Intanto, se volete saperne un pò di più, qui sotto trovate alcune delucidazioni
Cos'è La pillola RU 486 (nome commerciale Mifegyne) permette di interrompere chimicamente la gravidanza anziché chirurgicamente. Il suo inventore, Emile-Etienne Beaulieu aveva chiamato questa tecnica contragestione.
La pastiglia per abortire si basa sul mifepristone, un farmaco (attenzione, non è un ormone!) che contrasta l'azione dell'ormone della gravidanza, il progesterone. Si prende per bocca, agisce dopo che l'ovulo fecondato si è impiantato nell'utero e provoca un aborto che, nella maggior parte dei casi non richiede ulteriori interventi e tecnicamente somiglia a mestruazioni più dolorose del solito. Questo metodo ha un'efficacia che decresce dopo il 49° giorno e non viene solitamente proposto oltre il 63° giorno (nei primi 63 giorni meno di una donna su venti avrà bisogno dello svuotamento chirurgico della cavità uterina per incompleta o mancata espulsione dell'embrione). Le perdite ematiche e lo spotting durano in media 9 giorni. Il metodo rispetta in pieno le disposizioni della legge 194 sull'aborto e complessivamente, l'efficacia è del 95% circa, a patto che si agisca entro la settima settimana di gravidanza.
Rispetto all'intervento chirurgico L'interruzione di gravidanza con la Ru 486 dà minori complicazioni rispetto all'intervento chirurgico, anche perché c'è una forte riduzione delle infezioni uterine post-aborto, che sono circa otto volte più basse. L'uso della pillola abortiva sarebbe particolarmente indicato per le donne giovani, che potrebbero mantenere più facilmente la loro fertilità, ma anche per le donne che hanno subito una isterotomia, come nel caso di cesareo, o miomectomia, ovvero una rimozione chirurgica dei fibromi uterini con la conservazione della parte sana, o in caso di allergia agli anestetici
Quali paesi la usano? Introdotta sperimentalmente nel 1982 come RU 486 (da Roussel-Uclaf, la casa farmauceutica produttrice), è utilizzata in Francia e in Cina dal 1988. In Francia si trova in farmacia, in Inghilterra nei consultori. Nei primi anni '90 è stata introdotta in Svezia e Gran Bretagna. Successivamente in India, in Israele ed in altri nove paesi europei. Dal 1999 è utilizzata in Svizzera. Nel settembre scorso la Food and Drug Administration ne ha approvato l'uso negli Stati Uniti. Oggi viene utilizzato in 11 paesi europei dove sarebbe stato impiegato in oltre 600.000 donne. Fonti non ufficiali indicano che in Cina siano stati effettuati più di 3.000.000 di aborti. Il dibattito sulla sua introduzione nel nostro paese è sempre più acceso, soprattutto da quando alcuni ospedali in cui si praticano le Ivg, ovvero interruzioni volontarie di gravidanza (un esempio per tutti il Sant'Anna di Torino) hanno chiesto di poterla sperimentare. Le voci contrarie alla sua introduzione temono che questa pillola possa rendere più facile l'aborto. Le voci a favore, invece, negano questa possibilità: se è vero che la donna eviterà la sala operatoria, dovrà tuttavia seguire le regole previste dalla legge, ottenendo il certificato e recandosi in ospedale.
Alcuni commenti illustri (e discordanti...) sulla RU 486: 3C Ministro della Salute Sirchia: "Dai dati scientifici risulta che la RU 486 non abbia tossicità particolari. A volte può creare problemi di carattere psicologico alla donna, perché l'aborto può avvenire anche due o tre giorni dopo l'assunzione del farmaco. Una situazione di ansia che molte donne non vogliono vivere"; Prof. Guseppe Del Barone, presidente della Federazione nazionale dei medici: "Non riesco a considerare la pillola come una conquista o segno di evoluzione e modernità"; "Osservatore Romano" in un articolo del 1989: "C'è qualcosa di terribilmente repellente in questa procedura. La giustificazione che nobiliterebbe il ricorso al nuovo veleno è che il rischio di complicanze per la madre diverrebbe irrilevante. Da dove nasce questo rischio? Da una decisione sommamente ingiusta o liberamente presa, quella di uccidere l'innocente. Si abbia il coraggio di dirlo apertamente: si è finalmente scoperto il modo di uccidere nel quale l'assassino non corre più alcun rischio serio"; Prof. Umberto Veronesi, sul Corriere della Sera: "Se abbiamo in tasca una possibilità di interrompere una gravidanza con un metodo farmacologico, meno traumatico di una operazione chirurgica, ma capace di ottenere lo stesso effetto, non vedo perché rinunciarvi. Il buon senso ci deve portare in questa direzione. Intendiamoci, tutto deve essere fatto nell'ambito della legge sull'aborto, rispettando tutte le procedure contemplate. Quindi condizione preliminare è il colloquio con lo psicologo che accerti la volontà genuina, non condizionata, della donna di non voler più il bambino";
Differenze, vantaggi e svantaggi dei due metodi
METODO CHIRURGICO (per aspirazione) - L'aspirazione può generalmente essere effettuata entro le 14 settimane a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione - L'intervento viene eseguito in ospedale o presso uno studio medico, sia come ambulante (dopo poche ore si può tornare a casa) sia come degente (restando anche di notte) - L'intervento operatorio avviene sotto narcosi (anestesia generale) oppure sotto anestesia locale. Il collo dell'utero viene dilatato cautamente con dilatatori metallici fino ad un diametro da 6 a 12 mm. Viene in seguito inserita una fine canula per l'aspirazione che rimuove i tessuti embrionali dalla cavità uterina - L'operazione dura circa 20 minuti. Il rientro a casa avviene tra le 2 a 8 ore seguenti l'intervento oppure il giorno dopo (ciò dipende dal luogo dove è stato effettuato l'intervento) - Si ha più tempo a disposizione per prendere una decisione - Se effettuato in anestesia totale, l'intervento non è vissuto coscientemente - Di solito le perdite di sangue dopo l'operazione sono poco abbondanti e di breve durata - È molto raro che in seguito si avvertano dolori prolungati
METODO FARMACOLOGICO (RU486) - In Svizzera, questo metodo può essere prescritto entro la 7a settimana a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione - L'interruzione viene effettuata ambulatoriamente, sia in clinica sia in uno studio medico, con due farmaci: la Mifegyne (conosciuta anche con il nome di RU 486) e una prostaglandina - In presenza di personale medico, la donna assume tre compresse di Mifegyne. Poco dopo può rientrare a casa. Due giorni dopo, due compresse di prostaglandina sono anch'esse prese nello studio medico o in clinica. La donna rimane in osservazione per alcune ore - Per circa due terzi delle donne l'espulsione dei tessuti embrionali avviene in questo periodo, per alcune avviene più tardi a casa - Circa due settimane dopo la presa della prostaglandina viene effettuata una visita di controllo - L'interruzione può essere praticata molto precocemente, il che è spesso percepito come un sollievo psichico - L'espulsione è vissuta coscientemente - Molte donne ritengono che il metodo farmacologico è più naturale, le infezioni sono scongiurate - Le perdite di sangue sono più prolungate - Presenza di dolori addominali che durano più o meno a lungo
Da www.giovani.it
Chiara
PALERMO A TRAFFICO LIMITATO
Anche Palermo come le altre grandi città d'Italia avrà a maggio due zone a traffico a limitato (ZTL) che serviranno a ridurre l’inquinamento atmosferico (secondo la Giunta Cammarata) e migliorare la mobilità del territorio.
Le ZTL saranno 2:
1 ) ZTL A che corrisponde al centro storico di Palermo ( dalla Stazione a Via Notarbartolo e dal Foro Italico a Piazza Indipendenza cioè al Palazzo della Regione) accessibile solo da auto EURO 3 in su e comunque pagando almeno 15€
2) ZTL B che considera la parte alta di Palermo da Corso Finocchiaro Aprile fino a Viale del Fante (lo Stadio) comprendendo Viale Lazio, Sampolo, Principe di Palagonia e Serradifalco. Accessibile solo da Auto EURO 1 in poi.
La moderna e grande Palermo si vuole allineare con le altra città più “civili” della nostra,pur sapendo che purtroppo siamo in Sicilia e i difetti di questa innovazione non mancano e qui partono le mie considerazioni anche sulla base di dati che dispongo (Sole 24 ore, Istat, Min Trasporti)
1. Come al solito Palermo arriva in ritardo rispetto le altre città sulla creazione di ZTL e fa tutte cose di fretta senza un'adeguata informazione ai cittadini per “accaparrarsi” qualche soldo della Finanziaria. Tutte le più importanti città di Italia hanno delle ZTL (mancano a Trieste e Genova)
2. Le altre città hanno ZTL limitatamente al centro storico o quasi, mentre qui abbiamo chiuso quasi l’intera città ( E’ rimasta “libera” l’Università, la Fiera e il Buccheri) e non solo il Piano afferma “Nell’ambito del piano antismog, l’Amministrazione istituirà anche una nuova isola pedonale, con la totale chiusura al traffico dei tratti stradali compresi tra piazza Politeama e piazza Verdi e tra piazza Verdi e i Quattro Canti (piazza Villena). L’area interdetta alla circolazione sarà valorizzata con arredi e iniziative studiate per agevolare lo sviluppo commerciale” . In questo modo tutti i negozi della zona oltre a pagare il pizzo avranno in omaggio una piantina, pagata coi Ticket, per abbellire i negozi senza preoccuparsi della riduzione dei clienti.
3. E le auto EURO ZERO ??? i poveri che non posso permettersi di comprare un'altra auto ?? e chi ci lavora con queste auto o fanno consegne?? O peggio ancora chi viene a Palermo ma abita in Provincia o fuori ?? le auto ZERO vengono completamente bandite dalle 2 zone ZTL. Capisco che sono le più inquinanti ma le persone non se le tengono perché sono affezionate magari non possono permettersela ( a chi non piacerebbe un EURO 5 ??) ma gli incentivi del governo , della regione e del comune sono scarsi.
4. E i nostri autobus….???? I soldi serviranno per avere autobus nuovi ??? A proposito c'è da dire Palermo ha la più alta percentuale di Autobus urbani vecchi oltre 15 anni ( 36%)che hanno sempre con problemi tecnici…c'è da dire anche che i palermitani spesso sono “VASTASI” e non hanno rispetto del BENE PUBBLICO, a partire dai ragazzini che vanno a scuola fino agli anziani.
5. L’idea di usare i trasporti pubblici sarebbe interessante se non fosse per il fatto che appena sali sul bus ti ritrovi come una sardina in scatola.
6. per non parlare dei prezzi. Palermo ha trovato stranamente l’equilibrio ottimale con 1,00 € per 120 minuti ma Messina fa 0,90 € per 180 minuti. Però il costo degli abbonamenti riamane elevatissimo; quello ordinario costa 48 euro contro i 17 di Benevento , ma anche i 35 di Napoli e 36 di Catania. ( Non è incentivante prendere l autobus!!!)
7. Perché non si aumentano i controllori , almeno 1 per ogni 4 bus, e allora si inizierà ad avere una coscienza sul trasporto pubblico. Oggi appena sale il controllore scendono la metà dei passeggeri( chissà perché??)
8. E non solo perché non viene fatto un abbonamento unico tra autobus e metropolitana ( non si può trovare un accordo tra Amat e Trenitalia come hanno fatto x i biglietti oppure vi è la “voluta intenzione a non collaborare” x guadagnare di più visto lo stato dei treni e degli autobus??
9. E i parcheggi??? Il Comune dovrebbe assicurare dei posteggi gratuiti che io ancora non riesco a trovare. Oltre il Foro Italico dove posso lasciare la mia auto senza pagare un sacco di soldi…forse in Piazzale Giotto e magari all’Università però dentro perché il nuovo parcheggio Basile è a pagamento.
10. Inoltre sono strutturati male i collegamenti i Paesi vicini sia da ovest che da est.
11. E poi le altre aziende, l AST, la Sicilbus che concorrenza fanno?? Io credo nessuna.
12. Riassumendo: Palermo ha avuto un ottima idea ma concepita male come sempre perché tra il dire “meno inquinamento” a fare “meno inquinamento” c'è di mezzo il mare (o il male) della politica, della poca coscienza collettiva , del benessere e della strumentalità.
I risultati si vedranno nel lungo periodo con la speranza che di veder diminuito l'inquinamento e non solo i nostri soldi.
Andrea February 16
"Fare politica significa realizzare cose concrete"
"Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare. Mai come in questo momento l'Italia ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato".
Giovanni
Silvio Berlusconi, "Per il mio Paese" 26 gennaio 1994
Stress da esame? Ecco rischi e soluzioni
Lo stress da esame è una bestia nera, lo dicono le statistiche.E' qui riportato uno studio che indica come lo stress da esame sia dannoso dal punto di vista sia fisico che psicologico.E' pertanto importante capirne i meccanismi per arrivare a possibili soluzioni. L'obiettivo è quello di esorcizzare l'esame e lo stress, l'ansia, la paura strettamente connessi.
Aumento o eccessiva perdita di peso dovuti a un’alimentazione squilibrata, alle notti in bianco per recuperare ore di studio e al poco movimento.Lo stress da esame comprende cefalea, mal di schiena, problemi circolatori, insonnia e crisi di panico. In più, complice anche disidratazione, spossatezza e cali di pressione. “Attenzione a non strafare. I danni provocati dallo stress da esame perdurano nel tempo e non basteranno le vacanze per recuperare il benessere”, avvertono esperti nutrizionisti e psicologi, che in vista del via degli esami di maturità e degli esami universitari mettono in guardia i giovani. Otto su dieci sono infatti a rischio di “tour de force” e stress eccessivi, complici soprattutto le drastiche modifiche apportate allo stile di vita. Il segreto per sopravvivere indenni alla prova? Si parte dalla tavola, per arrivare ai giusti integratori alimentari. Dedicare sempre un po’ di tempo all’attività fisica e al relax, sia fisico che mentale.
È quanto emerge da uno studio promosso dall’Osservatorio FederSalus (l’associazione che riunisce le principali aziende italiane produttrici e distributrici di prodotti salutistici), condotto su un target di 40 esperti tra psicologi, nutrizionisti e dietologi. Troppe ore di studio in vista dell'esame, immobili alla scrivania, davanti al pc e sui libri di testo: per l’82% degli intervistati è uno dei comportamenti più scorretti e diffusi, così come un’alimentazione squilibrata (79 %la drastica riduzione di attività fisica (52 %) e la poca vita sociale (29 %). Molti studenti, per recuperare ore di studio, interrompono in questo periodo le normali attività ricreative e rinunciano alle canoniche otto ore di sonno (71 %). Questi i principali errori rilevati dagli esperti interpellati dall’Osservatorio FederSalus nell’analisi della giornata di uno studente medio italiano, in vista della maturità e delle sessioni di esami all’università.
Non è tutto. Il mix di stress e cattive abitudini alimentari contribuisce anche, secondo gli esperti intervistati, ad abbassare le difese immunitarie (32 %), esponendo più facilmente gli studenti all’aggressione di virus e batteri. Altra fonte di rischio per la salute deriva – come dichiara il 40% degli intervistati – dalle modalità stesse dello studio. Sotto accusa il tempo trascorso alla scrivania (82%), di fronte al monitor (78%), i difetti di postura (65 %) e la cattiva qualità dell’ambiente (51%). Il risultato? problemi di circolazione (secondo il 76 %), soprattutto agli arti inferiori, ma anche mal di schiena e cervicale (69 %) nonché un eccessivo affaticamento o addirittura un abbassamento della vista (53%). Le conseguenze dello stress da esame non riguardano soltanto la forma fisica. Per il 44% degli esperti a risentirne è anche la sfera psicologica. La causa principale è certamente lo stress da “ansia da prestazione” che si traduce spesso in inappetenza o, al contrario, in fame “nervosa” e insonnia. Frequenti anche, per il 54 % degli esperti, sbalzi d’umore e irritabilità.
Il segreto per combattere gli effetti deleteri dello stress da esame? Gli specialisti sono concordi nel sostenere l’importanza di una dieta corretta ed equilibrata, specialmente in questo periodo. In particolare,si raccomanda di non saltare i pasti principali, il consiglia cibi leggeri e poco elaborati per non appesantirsi, rallentando la digestione. Per far fronte a improvvisi cali di energia, magari mentre si attende il proprio turno all’esame orale, si possono sgranocchiare alcuni biscotti secchi o fette biscottate. In caso di particolari carenze, ma anche di sbalzi di temperatura, il suggerisce di completare la dieta con integratori alimentari vitaminici e salini e di utilizzare tisane a base di prodotti naturali per facilitare il sonno Sono poi importanti l’attività fisica e qualche massaggio serale ,non soltanto per distendere i nervi e scaricare stress e tensione, ma soprattutto per riattivare la circolazione sanguigna dopo tante ore di immobilità. È consigliabile concedersi una pausa di almeno 15 minuti ogni ora e mezza di studio. Gli esperti consigliano anche di integrare la dieta con prodotti a base di bioflavonoidi (contenuti nella vite rossa e nel mirtillo) che rinforzano le pareti dei vasi sanguigni, e vitamine del gruppo B, la cui carenza può provocare cali di attenzione.
Fare almeno 30 minuti di leggera attività fisica al giorno. Bastano anche una semplice passeggiata, una corsa o un po’ di stretching. Al mattino aiuta a liberare la mente, predisponendola alle successive ore di studio e concentrazione. Alla sera scarica la tensione nervosa e muscolare, favorendo il sonno. Alternare lo studio a momenti di pausa e relax. L’organizzazione della giornata deve includere i pasti principali e il riposo. Specialmente per chi studia al pc, è bene allontanare gli occhi dal monitor almeno ogni mezz’ora. È bene non ridurre drasticamente le occasioni di vita sociale. Aiutano a distrarsi e a vivere con più serenità questa esperienza. Scegliere con cura la zona della casa riservata allo studio. È importante che sia silenziosa, fresca e luminosa. Oltre a favorire la concentrazione, stimola le energie positive e favorisce la concentrazione. Studiare in compagnia di amici aumenta il senso di sicurezza sulle nozioni acquisite e allenta la tensione. Dare il giusto ritmo alle giornate. Le ore migliori per lo studio sono quelle comprese tra le 10 e le 13 e tra le 15 e le 17, quando il cervello è più ricettivo. Dalle 17 alle 20 il rendimento comincia a calare: questo potrebbe essere il momento da dedicare al ripasso o agli argomenti meno impegnativi. Non eccedere nel consumo di caffè. Può aiutare a contrastare la sonnolenza e possiede un effetto stimolante, che si protrae per circa 2 ore. È comunque sconsigliato superare le 3 tazzine al giorno, poiché un eccesso di caffeina provoca irrequietezza e nervosismo, con un effetto negativo sulla capacità di apprendimento. Utili gli integratori alimentari per integrare eventuali carenze dovute a un’alimentazione insufficiente o squilibrata. Indicati vitamine e sali minerali, anche per reidratare in caso di eccessiva sudorazione, dovuta al caldo eccessivo di questo periodo. Abolire gli alcolici e il fumo. I primi hanno effetti negativi sul sistema nervoso centrale, impedendo di restare svegli e lucidi durante il giorno; il secondo provoca tachicardia.
Esami,come prepararsi?:Tante le paure e le ansie che affliggono gli studenti e tanti i disturbi che in questo periodo cominciano ad affiorare: stress, ansia e insonnia sono, ad esempio, alcuni di essi. Prepararsi nel giusto modo ad affrontare questa prova e' pero' importante per arrivare correttamente carichi e concentrati. Una regola fondamentale per avere successo e' sicuramente tanta volonta' e un buon metodo di studio, ridursi all'ultimo momento non e' un' arma vincente, uno studio costante permette di comprendere e memorizzare al meglio i concetti. In questo modo cala la paura di dimenticare, avendo il giusto tempo a disposizione cio' che si apprende non viene memorizzato superficialmente ma e' appreso e assimilato in modo piu' duraturo. Imparare le lezioni a cantilena può giocare, difatti, brutti scherzi al momento cruciale dell'interrogazione! Cio' non toglie, pero', che le capacità mnemoniche vanno potenziate con diverse tecniche, qualche piccolo esercizio, magari con l'ausilio di appositi manuali, può contribuire a mantenere vivo cio' che si e' studiato. E' sicuramente consigliabile mangiare in maniera equilibrata evitando pasti luculliani che possono rallentare la digestione. Infine, e' importante saper tenere sotto controllo lo stress da esame, piccoli accorgimenti come il rispetto degli orari veglia/sonno o l'eliminazione di caffè e sostanze alcoliche possono essere essenziali per affrontare lo sprint finale!
fonte:farmacia.it
Chiara E' quasi certo: si va da soli... la lista del PdL e la federazione con la Lega.
Cosa ne pensate della decisione dell'UdC di correre da solo??
Ma non era Casini quello che voleva unione con un partito unico dei moderati nel lontano 2005? Forse ha cambiato idea. Voleva cacciare Berlusconi per entrare lui e si è fregato alla perfezione. Ora parlo da elettore di parte, ma spero che non superi le quote di sbarramento perchè partiti così sono la rovina italiana.
February 10
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Dal 2005 le priorità d'intervento dell'UNICEF sono state ridefinite anche alla luce degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, e in particolare dell'Obiettivo 4 ("Ridurre la mortalità infantile").
 Ha assunto importanza centrale l'insieme dell'area d'interventi denominata "Sopravvivenza e sviluppo dell'infanzia", che abbraccia aree come la salute infantile, le vaccinazioni, lo sviluppo della prima infanzia, la nutrizione. Si tratta in sostanza di garantire a tutti i bambini il fondamentale diritto a vivere e crescere sani, sviluppando appieno il proprio potenziale, come indica la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, in particolare agli articoli 3, 6, 24 e 27.
Questa priorità riflette anche le nuove acquisizioni scientifiche in materia di lotta alla mortalità infantile, rispecchiate in una serie di articoli apparsi tra il 2004 e il 2005 sulla prestigiosa rivista medica "The Lancet", che hanno rilanciato il dibattito, a partire da due domande di fondo: "perché ancora tanti bambini continuano a morire?" e "quali strategie e programmi innovativi potrebbero portare a risultati positivi in breve tempo?"
Mortalità infantile, dati statistici
Questi i dati principali su cui si sono basate le attuali impostazioni programmatiche dell'UNICEF:
- Decessi tra i bambini (0-5 anni) nel mondo, ogni anno (2007): 9,7 milioni
- Numero medio giornaliero di decessi tra i bambini 0-5 anni, nel mondo (2007): 26.575
- Decessi nel primo mese di vita, sul totale della mortalità infantile: 30%
- Nascite annue, nel mondo: 133 milioni
Cause principali della mortalità infantile (0-5 anni), dati riferiti al periodo 2000- 2003:
- Complicanze neonatali: 36,9 %
- Affezioni dell'apparato respiratorio: 19,1 %
- Malattie diarroiche: 16,6 %
- Malaria: 8 %
- Morbillo: 3,7 %
- HIV/AIDS: 3 %
- Altre malattie e ferite: 12,5 %
La malnutrizione è concausa nel 53% dei casi di mortalità infantile (0 - 5 anni). Il 94% di tutti i casi di mortalità infantile globali sono concentrati in 60 Paesi in via di sviluppo.
La regione del pianeta con il più elevato tasso di mortalità infantile (0-5 anni) è l'Africa occidentale e centrale, con 190 decessi ogni 1.000 nati vivi.
Il paese con la più alta mortalità infantile (0-5 anni) è la Sierra Leone, con 282 decessi ogni 1.000 nati vivi.
L'azione dell'UNICEF: la strategia ACSD
- Una bambina di pochi mesi ospitata in un orfanotrofio a Nias (Indonesia) dopo lo tsunami del 2004 - ©UNICEF/HQ05-0546/J.Estey
Già dal 2001-2, sulla base di analisi e ricerche approfondite, l'UNICEF ha definito una iniziativa pilota, la Strategia accelerata per la sopravvivenza e lo sviluppo dell'infanzia (Accelerated Child Survival and Development, ACSD) che consiste essenzialmente in un pacchetto integrato di interventi applicati in modo estensivo sulla globalità del territorio interessato, raggiungendo capillarmente tutte le aree e i villaggi, anche i più sperduti.
Il "pacchetto" è stato testato inizialmente nelle aree rurali di 11 paesi dell'Africa occidentale e centrale (Senegal, Ghana, Mali, Benin, Gambia, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Niger, Guinea Bissau, Guinea Conakry) nel periodo 2002-2004. I risultati del biennio hanno indicato, nell'insieme delle aree campione, una riduzione della mortalità infantile (0-5 anni) intorno al 20 %. Attualmente l'ACSD viene riprodotta dall'UNICEF su scala più ampia in una serie di Stati, e costituisce l'asse portante dei programmi UNICEF di lotta alla mortalità infantile. Nelle diverse aree del mondo il "pacchetto" viene modificato a seconda delle cause prevalenti della mortalità infantile; ad esempio, accentuando le componenti di lotta alla malnutrizione o di prevenzione della mortalità perinatale in determinate aree, come il subcontinente indiano.
ACSD: un "pacchetto" di interventi contro la mortalità infantile
Gli interventi compresi nel "pacchetto" comprendono:
- vaccinazioni contro le 6 principali malattie mortali dell'infanzia (morbillo, polio, difterite, pertosse, tetano, tubercolosi) sia con campagne specifiche ("Giornate nazionali di vaccinazione") sia con di routine, ove possibile integrandole con altre vaccinazioni disponibili (febbre gialla, epatite, Hib ecc.)
- somministrazione di vitamina A (in genere in coincidenza con le vaccinazioni antipolio o anti-morbillo)
- somministrazione di vermifughi (come sopra)
- distribuzione di zanzariere impregnate di insetticidi naturali a lunga durata, contro la malaria
- interventi di educazione sanitaria per il controllo delle malattie infettive (comprese le affezioni acute delle vie respiratorie)
- interventi di assistenza alla gravidanza e al parto (per ridurre la mortalità neonatale e materna)
- contrasto alle malattie gastro-intestinali (disponibilità di sali reidratanti per via orale, educazione all'igiene, trattamento delle fonti idriche)
- educazione nutrizionale e interventi di integrazione alimentare ove necessario
- promozione dell'allattamento esclusivo al seno
- formazione del personale sanitario e creazione di scorte locali di farmaci essenziali
Ovviamente nei vari paesi il "pacchetto salvavita" può comprendere in una prima fase solo alcuni di questi elementi, ma la costante è l'integrazione delle varie attività e il fatto che tutti gli interventi programmati raggiungano tutta la popolazione infantile (e materna) di una determinata area entro un lasso di tempo relativamente breve. Tutte le ricerche condotte hanno infatti dimostrato che la sinergia delle varie componenti moltiplica gli effetti in termine di riduzione della mortalità infantile e consente di promuovere l'iniziativa, successivamente, anche in altre regioni creando dinamiche positive di partecipazione della popolazione. L'obiettivo di non lasciare "nessuno escluso" è fondamentale, e richiede anche l'instaurarsi di meccanismi di monitoraggio che possono successivamente essere utilizzati per una migliore pianificazione degli interventi sanitari.
Primo diritto vivere, anche in Italia
Alcune componenti del "pacchetto salvavita" sono fondamentali anche nei paesi industrializzati, come l'Italia: ad esempio, le vaccinazioni e l'allattamento materno, che l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l'UNICEF promuovono in tutto il mondo come migliore avvio alla vita dei neonati. In Italia, l'UNICEF promuove l'iniziativa "Ospedale amico dei bambini", che contempla Dieci passi per la protezione e la promozione dell'allattamento al seno, progetto che si basa anche sul rispetto del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno. Al 2007, sono 13 gli ospedali in Italia riconosciuti "amici dei bambini", dove nascono circa 15.000 bambini ogni anno. L'UNICEF Italia sta anche sperimentando lo strumento territoriale "Comunità amica dei bambini per l'allattamento materno", al fine di sostenere le madri e le famiglie dopo la dimissione dall'ospedale.
Ogni persona che leggerà questo articolo è invitata a visitare questo sito per supportare e dare aiuto a questa magnifica associazione:
Chiara February 09 LEGGETE 2 ARTICOLI TRATTI DA 2 BLOG SU VILLABATE
VUOI PACE NEL MONDO?
CAPOVOLGI LA SPADA...
SPE SALVI
GIOVANNI Il Popolo delle Liberta finalmente è nato ed ora provate a fermarlo. Questo è quello che vuole il centro destra moderato, no un groviglio di partitazzi che tentano il tutto e per tutto per acquisire le 3P(potere - poltrona - prestigio). Vogliamo gente che abbia idee omogenee e concrete e non diversità, solo così qualcuno potrà fare qualcosa per questo grandioso Popolo Italiano, un popolo che desidera libertà, il Popolo delle Libertà.
Un appello vorrei rivolgere a Pierferdi(Pier Ferdinando Casini), porta l'UDC nella lista unica del PdL, gli italiani del centro destra questo chiedono, capisco benissimo che è necessario fare dei sacrifici, in questo caso sacrificare il simbolo dello scudo crociato della vecchia Democrazia Cristiana, come del resto ha fatto AN, ma sono convinto che il popolo, il paese gradirà. E' finita quell'epoca della vecchia DC dove governava chiunque, è superata è morta, il popolo vuole UNIONE; UN UNIONE SERIA, NON L'UNIONE DELLE SINISTRE DEL 2006, DICIAMO UN UNIONE COMPRENSIVA E QUINDI PARTITICA.
Portate cambiamento e non proponete la vecchia politica dei ribaltoni, mi appello perciò al buon senso e al carisma responsabile dell'UDC.
Carissimi anche se non siete di centro destra votate e soprattutto votate per il partito o lista più forte(PD), non regaliamo il paese allo "0,000000n", sono questi la rovina e la causa dell'ingovernabilità.
Apprezzo la decisione di Walter Veltroni di correre in solitaria e scrollarsi dalle spalle miriadi di partiti ricattatori, partiti a volte pericolosissimi; come si può stare con gente che vuole portare Lenin in Italia?
Grazie a Veltroni e al PD oggi lo scenario politico è stato sconvolto in un qualcosa di relativamente perfetto (la perfezione assoluta non esiste a causa dei limiti della facoltà umana, ma possiamo aspirare, e losi deve fare, al meglio).
SILVIO & WALTER DATE FORZA AL PAESE.
GIOVANNI 
Valentino Rossi avrebbe raggiunto un accordo con l'Agenzia delle entrate di Pesaro e dovrebbe pagare al fisco 20 milioni di euro. L'accordo non prenderebbe in considerazione il 2005 e il 2006, ma le posizioni di questo biennio dovrebbero essere chiarite al più presto. La notizia è riportata oggi da QN Il Resto del Carlino, che ha intervistato l'avv. Lucio Monaco, difensore del campione: «Sì, credo proprio che sia finita. Valentino pagherà 20 milioni di euro», ha detto il legale. L'Erario incasserebbe così poco più di un quinto della somma richiesta, 112 milioni di euro tra Iva. Irpef, Irap, sanzioni e interessi per gli anni 2000-2004. Il consulente di Valentino Rossi per gli aspetti giuridici, Victor Ukmar, dichiara al Sole-24Ore.com che l'accordo non è confermato, ma aggiunge: «Valentino si è dovuto inchinare al fisco italiano per non compromettere nei prossimi 5-6 anni la sua carriera sportiva con le persecuzioni del fisco. Ma non è un evasore, e sono pronto a querelare chiunque lo definisca tale». «Una persona che prende la residenza in Europa e non in un paradiso fiscale - prosegue Ukmar - non significa affatto che cerchi di sottrarsi al fisco italiano». TRATTO DAL SOLE-24 ORE
NOI COMUNI MORTALI APPENA NON PAGHIAMO LA BOLLETTA O IL CANONE RAI O QUALUNQUE ALTRO CAZZO DI TASSA, CI ARRIVA LA MORA E LA MULTA E NON C 'E' NIENTE DA FARE ...ANCHE SE DOBBIAMO PAGARE SOLO 100EURO E LUI SE LA CAVA CN UN QUINTO DEL SUO DEBITO!!!!!!!!!VAFFANCULO MOTOCICLISTA IMPARA A NN FARE IL PUTTANIERE CON I SOLDI NOSTRI...E NOI KE LO TIFIAMO PURE...
ANDREA
Se anche tu ami la compagnia di un cane o di un gatto, non puoi fare a meno di sapere tutto ciò che è fondamentale per avere un buon rapporto con il tuo animale.
Prima di scegliere di avere un cane o un gatto sappi che la tua scelta richiede una FORTE RESPONSABILITA’: valuta prima se hai abbastanza tempo, pazienza ed energie e scegli il tuo animale in base al tuo spazio domestico e alle esigenze della tua famiglia.
Attenzione! Non puoi ripensarci il giorno dopo, perché NON SI TRATTA DI UN GIOCATTOLO e soprattutto ricorda che abbandonare un animale è un reato.
Un veterinario comportamentalista ti può guidare nella scelta più adatta: ciò eviterà stress sia a te che al tuo animale che, se non è ben gestito, può diventare intollerante o aggressivo.
Ricorda che se non hai abbastanza tempo è meglio scegliere un gatto: è un animale più indipendente.
Sappi che dal possesso di un animale derivano anche obblighi di legge: devi microchipparlo entro 180 giorni (se si tratta di un cane), devi poter “gestire” le cucciolate che potrebbero nascere e ricorda che sei responsabile per le “malefatte” che il tuo amico potrebbe compiere.
E’ importante sapere che se ti vuoi prendere cura di un animale, non devi solo nutrirlo, accudirlo ed educarlo, ma devi anche regolare il rapporto tra lui e il mondo circostante.
-Evita che il tuo animale provochi rumori molesti; -Evita che sporchi gli spazi condominiali e pubblici, rimuovendo eventuali deiezioni lasciate “inavvertitamente”; -Abitualo al guinzaglio e alla museruola; -Evita che abbia comportamenti aggressivi; -Evita che le persone assumano comportamenti inadatti verso l’animale, dando vita a situazioni pericolose; -Evita situazioni di intralcio o pericolo per il traffico cittadino o per i pedoni; -Evita qualsiasi forma di gioco violento, di esibizione, di competizione, di attività predatoria con il tuo cane, sia in casa che negli spazi pubblici; -Vigila sui comportamenti dei tuoi familiari o vicini, onde impedire che facciano soffrire l’animale.
Tieni pulito il tuo animale e i suoi spazi utilizzando, se occorre, adeguati disinfettanti e antiparassitari e, se porti cibo ai randagi, abbi cura di rimuovere i residui di cibo e le ciotole sporche dalla strada per mantenere l’igiene dei luoghi e per rispetto al prossimo.
Concorda con un veterinario di fiducia il piano vaccinale, per la cura di eventuali malattie, un dieta alimentare adeguata ed una eventuale sterilizzazione se sai già di non poterti fare carico o di non potere affidare le cucciolate.
Dedicagli parte del tuo tempo e delle tue attenzioni: il tuo animale non ha bisogno solo di cibo, ma anche del tuo affetto.
Puniscilo se è necessario, ma senza umiliarlo, e non dimenticare di ricompensarlo ogni volta che se lo merita. Ciò contribuirà ad instaurare un rapporto di fiducia e rispetto
Portalo giornalmente a passeggio per garantirgli l’esercizio fisico che gli permetta l’espletamento dei bisogni corporali e di mantenersi in forma: il dog-walking migliorerà anche la tua forma fisica!
Ma soprattutto ricorda che dal possesso di un animale d’affezione derivano grandi vantaggi sul benessere psicofisico, specialmente in situazioni di disagio sociale e di solitudine, e che se sai essere un buon “padrone” la tua scelta sarà ripagata!
 
http://www.comune.palermo.it/Comune/igiene_e_sanita/ufficio_diritti_animali.htm
Valentina February 07 Tutti momentaneamente si domandano: ma se torniamo al voto non si rischia un ennesimo pari? considerando sempre e comunque che siamo sottostanti alla legge elettorale vigente, di cui tanto male si parla??
Il quesito che pongo è questo: siamo sicuri di pareggiare??
Se una lista o più liste coalizzate ottengono molti voti, il problema, per i prossimi 5anni non si porrà.
Ancora qualcuno non conosce la legge elettorale italiana ed è per questo che ve la propongo di seguito.
Sarete voi a farvi un opinione precisa e seria, senza dare appellativi come ""porcellum""; quando un paese è spaccato in due, secondo il mio parere non c'è alcun tipo di porcata...
La legge elettorale vigente, con la quale si tornerà al voto, prevede un sistema, che riprende alcune caratteristiche del sistema proporzionale (in particolare il voto di lista per il partito) ma le subordina al principio fondamentale del sistema maggioritario (chi prende un voto in più ha vinto). Approvato a dicembre 2005 nella precedente legislatura a maggioranza di centrodestra, il sistema elettorale è definito spesso ‘‘Porcellum’’ perchè il suo stesso ideatore, il leghista Roberto Calderoli, parlando della sua legge a Matrix nel marzo 2006, dichiarò: ‘‘si dovrà riscrivere. Glielo dico francamente, l’ho scritta io ma è una porcata’’. In seguito, tuttavia, Caldaroli sostiene che la definizione si riferiva alle modifiche apportate alla legge, su intervento del Capo dello Stato, riguardo al premio di maggioranza. In effetti, le elezioni del 2006 hanno dimostrato che uno dei problemi di questa legge è proprio che il premio di maggioranza al Senato scatta a livello regionale, rendendo difficile una maggioranza solida. Anche la Corte Costituzionale, il 30 gennaio di quest’anno, nel giudizio di ammissibilità dei referendum, ha segnalato che la legge ha in sé delle “carenze”, in particolare per quanto riguarda il premio di maggioranza. Peraltro è proprio la Costituzione a stabilire che il Senato è costituito su base regionale.
Il Capo della coalizione - Le coalizioni sono identificate dal nome del loro capo (che nel 2006 erano Romano Prodi per l’Unione, Silvio Berlusconi per la Cdl). Il fine della legge è, infatti, quello di aggregare le coalizioni prima del voto, e di indicare al Capo dello Stato la persona da nominare Presidente del Consiglio, assieme alla maggioranza di governo che lo dovrà sostenere. Nel 2006 le liste collegate a Prodi, per la Camera, ebbero circa 25.000 voti in più di quelle collegate a Berlusconi, determinando la vittoria dell’Unione.
Partiti e coalizioni - L’elettore vota per il partito che sceglie; in questo modo, però, indica implicitamente anche la coalizione di governo preferita e la persona che dovrà guidare il governo. Non è ammessa la possibilità di votare per un partito e scegliere una coalizione diversa (come accade invece per i sindaci, i presidenti di provincia e delle regioni).
Premi di maggioranza - La coalizione che ha ricevuto più voti ha diritto al premio di maggioranza, pari al 55 per cento dei seggi (se non abbia già diritto, in base ai voti ricevuti, ad una percentuale più alta). Il premio è applicato su base nazionale alla Camera (con esclusione della Val d’Aosta), ed equivale a 340 seggi su 630, che vengono ripartiti fra i partiti in proporzione ai voti ottenuti (mentre i partiti sconfitti si dividono gli altri). Per il Senato, il premio di maggioranza è assegnato regione per regione: la coalizione che vince prende il 55 per cento dei seggi. Non è prevista alcuna soglia minima da raggiungere per avere diritto al premio: è su questo punto che la Corte ha segnalato al Parlamento l’esigenza di considerare con attenzione gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l’attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi. È da notare che, secondo la legge vigente, il premio di maggioranza può essere assegnato sia alla lista sia alla coalizione: è sbagliato credere che venga assegnato solo alla coalizione. Ciò è stato ricordato esplicitamente nella sentenza della Corte Costituzionale del 30 gennaio scorso.
Sbarramenti - Alla ripartizione dei seggi sono ammessi solo i partiti che abbiano superato gli sbarramenti previsti; questi non sono uguali per tutti, perchè concepiti in maniera da premiare i partiti che si coalizzano a discapito di quelli che si presentano al di fuori delle coalizioni principali.
Alla Camera - I partiti coalizzati sono ammessi alla ripartizione dei seggi se hanno avuto almeno il 2 per cento dei voti; ma è previsto anche il ripescaggio del partito più votato fra gli esclusi di ciascuna coalizione. Cosi, ad esempio, nel 2006, nell’Unione fu ripescata l’Udeur, che aveva avuto l’1,4 per cento; mentre nella Cdl fu ripescata la lista comune fra Nuovo Psi e Dca, che aveva avuto solo lo 0,7 per cento. Per i partiti non coalizzati, la soglia di sbarramento sale al 4 per cento. Se tuttavia una coalizione non raggiunge il 10 per cento, i suoi partiti sono esclusi comunque.
Al Senato - valgono principi analoghi, ma le soglie sono diverse, e sono sempre considerate su base regionale: 3 per cento per i partiti coalizzati (senza ripescaggi); 8 per cento per i non coalizzati; 20 per cento per le coalizioni.
Eletti all’estero – Nella Circoscrizione Estero sono eletti i 12 deputati e 6 senatori riservati agli italiani residenti all’estero, ma i relativi voti non entrano nel calcolo dei premi di maggioranza.
Quote rosa - La legge elettorale non prevede alcuna riserva di candidature né altri meccanismi per promuovere la presenza di donne in parlamento.
Preferenze - Non è ammessa la possibilità di indicare la preferenza fra i candidati (cosiddette liste bloccate): i candidati vengono eletti in base all’ordine di presentazione.
Carissimi elettori ora tocca a voi giudicare, vi ricordo soltanto il secondo comma dell'art. 48Cost. dice che: "il voto è personale ed eguale,libero e segreto. il suo esercizio è dovere civico".
Quindi nessuno in maniera coatta verrà preso e trasportato alle urne ma è un dovere di tutti votare e soprattutto è un diritto, il quale per certe persone non lo era anni fa, è stata una conquista il diritto al voto, per tutti i cittadini uomini e donne e non dobbiamo mai perderlo, l'unico modo per non perdere tale dono, conquistato con il sangue di milioni di uomini italiani, è proprio quello di andare a votare sempre. Raccomando a tutti di votare in maniera responsabile, ortodossa e pensando a tutti gli italiani, a tutti i FRATELLI D'ITALIA. IL VOTO NON E' GUERRA MA DEMOCRAZIA E PURA RESPONSABILITA'.
FF.GG.
February 06
GLOSSARIO
Accantonamenti: si tratta dei versamenti che i datori di lavoro effettuano agli enti previdenziali o ad
altri organismi di assicurazione per coprire i lavoratori dipendenti dai rischi di malattia, maternità,
invalidità, vecchiaia e superstiti, disoccupazione, infortuni sul lavoro e malattie professionali e per
carichi di famiglia. Includono gli accantonamenti al fondo Tfr (trattamento di fine rapporto). Gli
accantonamenti fanno parte dei contributi sociali.
Amministrazioni pubbliche: il settore che raggruppa le unità istituzionali le cui funzioni principali
consistono nel produrre per la collettività servizi non destinabili alla vendita e nell’operare una
redistribuzione del reddito e della ricchezza del Paese. Le principali risorse sono costituite da
versamenti obbligatori effettuati direttamente o indirettamente da unità appartenenti ad altri settori. Il
settore delle amministrazioni pubbliche è suddiviso in tre sottosettori:
- amministrazioni centrali che comprendono l’Amministrazione dello Stato in senso stretto (i
ministeri) e gli organi costituzionali; gli enti centrali con competenza su tutto il territorio del paese
(cassa depositi e prestiti, Anas, Cri, Coni, Cnr, Cnen, Istat, Isae, ecc.);
- amministrazioni locali che comprendono gli enti pubblici la cui competenza è limitata ad una sola
parte del territorio. Sono compresi: le regioni, le province, i comuni, gli ospedali pubblici ed altri enti
locali economici, culturali di assistenza, le camere di commercio, le università, gli Ept, ecc.;
- enti di previdenza che comprendono le unità istituzionali centrali e locali la cui attività principale
consiste nell’erogare prestazioni sociali finanziate attraverso contributi generalmente a carattere
obbligatorio (Inps, Inam, Inail, ecc.
Ammortamento: rappresenta la perdita di valore, calcolata al costo corrente di sostituzione, subita dai
capitali fissi (macchinari, impianti, mezzi di trasporto, ecc.) nel corso dell'anno a causa dell'usura
fisica, dell'obsolescenza (perdita di valore economico dei beni capitali per il progresso tecnico
incorporato nei nuovi beni) e dei danni accidentali assicurati (incendio, incidente, naufragio, ecc.). Il
concetto di ammortamento economico differisce da quello fiscale o finanziario in senso lato.
Bilancia dei pagamenti: schema contabile che registra le transazioni economiche intervenute in un dato
periodo fra i residenti e i non residenti di un’economia. Per residente di un’economia si intende ogni
persona fisica e giuridica il cui centro di interessi economici risieda, su base non temporanea, in
quella economia. Le transazioni economiche consistono nel passaggio di proprietà di risorse sia reali
(beni, servizi, redditi), sia finanziarie: in questo ultimo caso esse danno luogo ad una variazione delle
attività o passività finanziarie dei residenti verso l’estero
(il logo è un marchi registrato)
LO SAPEVATE…
La Sicilia conta 5.017.212 abitanti ( anno 2005), di cui 74.595 sono stranieri .
Come nel resto di Italia la popolazione invecchia, diminuiscono gli individui che vanno dalla fascia dei 0-35 anni e aumentano gli over 70.
Secondo l’ISTAT la condizione economica delle famiglie dal 1999 al 2005 è peggiorata, il 40% ha irregolarità nell’erogazione di acqua.
I problemi più importanti nella zona in cui si vive secondo le famiglie siciliane sono: il traffico ( 46%), le cattive condizioni stradali (40%) e il parcheggio.
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